ItinerAria compie vent’anni. Un articolo di Alberto Conte racconta come nacque l’idea di creare l’azienda, le soddisfazioni e le difficoltà incontrate nella costruzione di percorsi e destinazioni slow
Le premesse
Quando, nel lontano 2001, decisi di lasciare il mio “posto sicuro” in azienda per seguire le mie passioni con il sogno di costruirmi una professione nel settore del turismo a piedi e in bicicletta, non sapevo quello che stavo facendo. Non avevo competenze nel turismo né una vera esperienza di viaggio. Spinto più dall’intuizione che da un piano preciso, attraversai anni difficili fatti di tentativi e collaborazioni su molti fronti nel settore del trekking e del cicloturismo.
Proprio da quell’esperienza sul campo era emersa una criticità ricorrente: spesso gli itinerari venivano promossi dalle amministrazioni locali ma non erano pronti ad accogliere i viaggiatori, essendo privi di manutenzione, segnaletica, servizi, organizzazione e visione.
L’incontro con la Via Francigena
Nel 2005 arrivò l’occasione decisiva. L’Associazione Europea delle Vie Francigene mi affidò l’incarico di verificare e riorganizzare l’itinerario dal Colle del Gran San Bernardo a Roma. Non si trattava di scrivere una guida, ma di mettere ordine in un percorso che, in molti tratti, era frammentario o solo teorico.
Tra l’autunno del 2005 e la primavera del 2006 percorsi i 1000 km della Via Francigena per fare rilievi, confrontare varianti, valutare le condizioni di sicurezza e percorribilità delle varie opzioni di itinerario. In alcuni territori il percorso era ben definito e già dotato di segnaletica, in altri mancava quasi tutto.
L’esperienza sulla Via Francigena fu illuminante: decisi che mi sarei occupato di progettare e tracciare itinerari a piedi e in bicicletta, usando le nuove tecnologie, e nel gennaio del 2006 decisi di fondare ItinerAria. Presentammo il nuovo percorso della Via Francigena nell’aprile dello stesso anno, e fu un passaggio fondamentale per lo sviluppo della startup.

Un metodo di lavoro nato dall’esperienza sul campo
Il prestigio della Via Francigena e la qualità del lavoro svolto ci consentirono di acquisire nuovi incarichi in molte parti d’Italia: reti cicloturistiche, cammini, itinerari in aree rurali e interne. Iniziai una lunga collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali, ricevetti incarichi da amministrazioni regionali e locali pronte a investire nel settore, tanto che fu presto chiaro che avrei avuto di una mano. Iniziai a collaborare con Federico Carli, un amico d’infanzia appassionato di bici e cartografia, che insieme a me fu protagonista del periodo di avviamento dell’azienda. Imparammo insieme a usare GPS, la cartografia digitale e sistemi GIS, strumenti allora poco diffusi nel mondo dell’escursionismo.
La tecnologia ci aiutava a rendere i percorsi verificabili, coerenti, praticabili. Con il tempo prese forma il nostro metodo di lavoro: progettare utilizzando la cartografia digitale, ascoltare i territori, verificare sul campo itinerari che potessero reggere nel tempo, valorizzarli utilizzando il web e le app.
Il laboratorio biellese
Tra il 2006 e il 2007 l’Azienda turistica locale di Biella ci affidò il rilievo GPS dell’intera rete sentieristica della provincia. Esplorammo a lungo il territorio e ne scoprimmo il potenziale per il settore dell’outdoor, e decidemmo di acquistare una cascina lungo la Via Francigena biellese in cui trasferire la sede di ItinerAria.
Il Biellese divenne per noi un territorio di sperimentazione: un laboratorio di turismo lento in cui mettere alla prova idee, soluzioni e modelli poi adattabili altrove.

La nascita e l’evoluzione del Movimento Lento
Nel 2008, insieme a un gruppo di professionisti attivi nel settore dei cammini, sentimmo il bisogno di affiancare al lavoro tecnico uno spazio di racconto, di relazione e di impegno sociale. Nacque così Movimento Lento, inizialmente come newsletter, poi come sito e infine come associazione culturale. L’obiettivo non era promuovere itinerari, ma diffondere una cultura del viaggio attenta ai luoghi e alle persone.
Negli anni successivi Movimento Lento diventò il cuore di una rete di professionisti e imprese che lavorano nel turismo lento, di cui Itineraria cura ancora oggi il coordinamento operativo, mantenendo un equilibrio tra visione culturale e lavoro sul campo.
Grazie a una gestione “ad assetto variabile” ItinerAria e i professionisti del network hanno collaborato in questi 20 anni con decine di enti territoriali in tutta Italia, affiancandoli in ogni fase dello sviluppo di un itinerario o di una destinazione slow: dalla pianificazione strategica alla progettazione e al rilievo GPS degli itinerari, alla costruzione dell’offerta turistica e alla diffusione tramite il web e le app, fino alla governance e alla promozione.
La Casa del Movimento Lento e il Cammino di Oropa
Nel 2017 io e mia moglie Susanna ci trasferimmo da Milano nella nostra cascina di Roppolo, dove aprimmo la Casa del Movimento Lento, posto tappa sulla Via Francigena e centro culturale dedicato al viaggio lento. Pensammo allora di affiancare al grande itinerario culturale un nuovo breve percorso che avevo progettato qualche anno prima, il Cammino di Oropa: un “piccolo grande viaggio” progettato con una particolare attenzione a chi non aveva esperienza di cammino.
Nel 2018 mettemmo a punto il primo ramo dell’itinerario, posammo la segnaletica, lanciammo il progetto e i risultati non si fecero attendere: si creò subito un flusso costante di viandanti.
Fu un’esperienza intensa, fatta di incontri quotidiani e di una forte condivisione, ma dopo qualche anno il flusso dei viandanti fu tale che decidemmo di dedicare tutta la struttura all’accoglienza e trasferirci in una casa poco distante, delegando la gestione a tre giovani donne del nostro staff che da allora alternano il lavoro di accoglienza alla gestione del centro prenotazioni del Cammino di Oropa.

La crescita e l’evoluzione dell’azienda
L’esperienza della Casa del Movimento Lento e del Cammino di Oropa è stata preziosa: abbiamo imparato sulla nostra pelle gioie e dolori della gestione di una piccola struttura di accoglienza e di un cammino frequentato da migliaia di persone.
Dal laboratorio biellese è scaturita l’idea della SlowCard, la carta servizi che viene acquistata dai viandanti e che da qualche anno ha consentito al Cammino di Oropa di raggiungere l’autosufficienza economica. A partire dal 2026 la carta sarà adottata da altri importanti itinerari italiani.
Negli anni più recenti Itineraria è cresciuta e si è strutturata ulteriormente, collaborando con enti di promozione e gestione dei territori, tra cui buona parte degli assessorati regionali al turismo, la presidenza generale del CAI, la FIAB, e amministrazioni locali che sempre più spesso vedono nel nostro staff consulenti autorevoli e affidabili.
La responsabilità sociale e l’attenzione alle aree interne
Negli ultimi anni è diventato evidente che progettare cammini e ciclovie non è solo un’attività tecnica, ma un motore per lo sviluppo economico e sociale dei territori, in particolare delle aree interne. ItinerAria e il Movimento Lento hanno aumentato il loro impegno sui temi della sostenibilità, con il progetto #Iononlasciotracce, e della pace, con le “local march for Gaza” e il progetto Impronte di Pace.
Il nostro lavoro prosegue con maggiore consapevolezza e con una gestione più condivisa. Movimento Lento resta lo spazio culturale in cui si costruisce senso; Itineraria è la struttura tecnica che rende possibili i progetti. Il Biellese continua a essere il luogo in cui sperimentare, l’Italia il contesto in cui trasferire ciò che funziona, con una particolare attenzione alle aree interne a rischio di abbandono.
L’obiettivo, oggi, è continuare a progettare itinerari che tengano insieme qualità tecnica, cura dei luoghi e responsabilità verso le comunità li abitano ogni giorno.



